Giovani imprenditori in ambito agro-alimentare

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In Italia, al 2016, le imprese giovanili[1] registrate rappresentano l’8,3% delle imprese totali. I primi quattro settori di attività per concentrazione sono il commercio (28,6%), le costruzioni (14%), le attività di alloggio e ristorazione (10,3%) e l’agricoltura (8,6%). A livello regionale si ritrovano valori simili, con un’incidenza dell’impresa giovanile sulle imprese totali pari al 7,9% e gli stessi quattro settori di concentrazione: il commercio con il 25,2%, le costruzioni con il 18,2%, l’alloggio e la ristorazione con il 10% e infine l’agricoltura con l’8,9%.
Il territorio metropolitano mostra un’incidenza delle imprese giovanili sulle imprese totali pari alla media nazionale (8,2%) e valori analoghi a quelli sovralocali per i primi tre settori (il commercio con il 27,5%, le costruzioni con il 18,2%, le attività di ristorazione con il 9,9%) mentre l’agricoltura (con il 4,4%) scende al settimo posto, preceduta dalle altre attività di servizio (6,5%), dalla manifattura (5,7%) e dalle imprese non classificate (5,5%).
L’affondo sul comparto agricolo e alimentare rivela una marcata concordanza fra dati nazionali e regionali. In Italia e in Piemonte le imprese giovanili che compongono il sistema alimentare (aziende agricole, industria alimentare e delle bevande, commercio alimentare all’ingrosso e al dettaglio e attività di ristorazione) pesano, sul totale delle imprese giovanili, circa il 25%. Questo vuol dire che un’impresa giovanile su 4 opera all’interno dei più ampi sistemi alimentari nazionali e regionali. La percentuale scende al 19% nel territorio metropolitano, il quale rivela anche alcune differenze per quanto concerne l’articolazione dell’incidenza dei giovani all’interno dei singoli settori.
A livello nazionale e regionale le imprese giovanili che lavorano nelle attività connesse all’agricoltura, alla selvicoltura e alla pesca sono circa il 35,5% delle imprese giovanili totali; nel torinese, invece, l’agricoltura praticata da imprese di giovani scende al 22% delle imprese giovanili. Al contrario, le attività legate all’alloggio e alla ristorazione rappresentano il 48,9% delle imprese giovanili contro 39,1% nazionale e il 34,2% regionale.
Il dettaglio dei singoli settori di imprenditoria giovanile mostra, per quanto concerne le attività agricole (si veda anche la scheda sui giovani e l’agricoltura), una concentrazione delle imprese nell’allevamento e attività associate (38,4%) e nella coltivazione cerealicola (36,7%). L’industria alimentare si caratterizza invece per un’elevata percentuale (circa il 70%) di imprese giovanili legate alla produzione di prodotti da forno e farinacei (pane e prodotti di panetteria). Per quanto attiene il commercio al dettaglio le imprese giovanili si concentrano nella vendita di prodotti da forno, carni e ortofrutticoli, mentre per quanto riguarda la somministrazione, si concentrano negli esercizi come bar e ristoranti.
L’analisi, condotta attraverso le rilevazioni mediante piattaforma Stockview della Camera di Commercio di Torino considera come “giovanili” le imprese la cui partecipazione del controllo e della proprietà sia detenuta in prevalenza da persone di età inferiore ai 35 anni. In generale si considerano giovanili le imprese la cui partecipazione di giovani risulti complessivamente superiore al 50% mediando le composizioni di quote di partecipazione e di cariche amministrative detenute da giovani.

 

Peso delle imprese giovanili del settore agro-alimentare sul totale delle imprese giovanili

 

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