Imprenditoria giovanile e agricoltura

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L’insediamento di giovani agricoltori è un presupposto fondamentale della politica di sviluppo delle aree rurali. Diversi studi relativi alla costruzione di scenari per i passati Piani di Sviluppo Rurale, che presentano diverse misure di finanziamento ai giovani agricoltori, attraverso i cosiddetti “pacchetti giovani” mostrano come l’età media avanzata dei conduttori di aziende agricole rappresenti uno dei principali fattori di debolezza e precarietà del sistema agricolo regionale. Per dare uno stimolo all’innovazione e alla riqualificazione del settore occorre invece che sempre più giovani scelgano di diventare imprenditori agricoli e contribuiscano al rilancio della competitività del settore. Si presume infatti che i giovani imprenditori agricoli, utilizzando anche strumenti informatici e telematici, siano più portati a mettersi in gioco con la diversificazione, l’innovazione tecnologica e la formazione, in modo da puntare su coltivazioni ed allevamenti che, pur salvaguardando la peculiarità delle produzioni locali, consentano un maggior reddito d’impresa. Quando localizzata in aree collinari e montane, la presenza di giovani agricoltori, che subentrano come conduttori, ma più spesso rappresentano neo-insediati, può contribuire ad aiutare le comunità locali a restare attive, contrastando i fenomeni di spopolamento e preservando i territori dall’abbandono.
Al 2016, il territorio metropolitano ospita 980 imprese agricole a conduzione giovanile. I settori con la maggiore incidenza sono quello relativo all’allevamento e coltivazioni ad esso associate (38%, di cui il 15% relativo all’allevamento e il 23,4% relativo alle coltivazioni) e quello delle coltivazione di colture agricole non permanenti (36,7%) fra cui i cereali (20%) e gli ortaggi (16%). Un’indagine condotta sugli esiti del precedente periodo di programmazione del PSR (2007-2013) caratterizzato dalla misura 112 rivela: (i) come nelle aree montane della Città Metropolitana prevalgano i nuovi insediamenti rispetto ai subentri, che si concentrano nelle zone di pianura (probabilmente in ragione dei costi più contenuti del capitale fondiario, che rendono più accessibile il nuovo investimento in queste zone); (ii) la prevalenza, fra i giovani agricoltori, di uomini, ma una propensione maggiore delle donne al neo-insediamento; (iii) il rapporto solo parziale fra l’imprenditoria agricola giovanile e i finanziamenti erogati dai bandi PSR: “nel periodo interessato dalla misura 112, in Piemonte sono nate 2.503 imprese condotte da giovani imprenditori che, pur avendo un’età inferiore ai 40 anni, non hanno presentato domanda per accedere alla misura. Le motivazioni che possono aver spinto questi soggetti a non presentare la domanda di aiuto sono numerose e articolate: il mancato raggiungimento della dimensione minima aziendale richiesta, l’iter burocratico troppo complesso, l’anticipazione del denaro necessario per gli investimenti, il ridotto importo del sostegno, il vincolo di rimanere a capo dell’azienda per almeno cinque anni e, infine la non conoscenza della misura sono alcune delle cause più probabili”. Nel periodo di programmazione in corso il pacchetto giovani si riferisce alle misure 4.1.2 “Miglioramento del rendimento globale e della sostenibilità delle aziende agricole dei giovani agricoltori” e 6.1.1 “premio per l’insediamento di giovani agricoltori “.

Didascalia: Percentuale delle imprese giovanili sulle imprese totali (Fonte: dati Camera di Commercio 2016)

 

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