La vendita diretta dei prodotti agricoli

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La vendita diretta da parte dei produttori ha costituito per secoli il principale e più naturale sbocco di mercato dei prodotti agricoli. Attualmente tale pratica costituisce una componente chiave delle geografie alternative del cibo e viene associata alla ricostituzione di rapporti diretti tra produttori e consumatori, alla rilocalizzazione dei sistemi del cibo e a generalmente a modelli di consumo alternativi a quelli convenzionali del sistema fondato sui flussi di scala globale dell’agroindustria e della grande distribuzione.
Senza approfondire in questa sede la questione della sostenibilità economia, sociale e soprattutto ambientale della vendita diretta, collegata a numerose variabili legate per esempio alle tecniche di produzione, alle condizioni del lavoro nelle aziende e agli spostamenti di produttori e consumatori per la consegna dei prodotti, è utile sottolineare come esistano due tipologie principali di questa modalità di vendita La prima è la vendita diretta in azienda, attraverso punti vendita sul terreno o all’interno dei fabbricati rurali, mentre la seconda è la vendita diretta fuori azienda, attraverso canali come i farmers’ market, i gas o i punti vendita aperti da alcune aziende agricole nelle città. A queste ultime si è recentemente aggiunta la sempre più diffusa vendita diretta online.
Un’analisi di scala regionale sul Piemonte[1] ha dimostrato come la scelta da parte dei produttori di effettuare vendita diretta dei propri prodotti sia legata a diversi i fattori, tra cui:

  • le caratteristiche della produzione (la vendita diretta è più probabile per le aziende che praticano orticoltura, viticoltura o produzioni miste, meno probabile per le aziende che producono seminativi o bovini da carne)
  • le caratteristiche personali del conduttore o della conduttrice dell’azienda (la giovane età e il grado e tipo di istruzione sono determinanti per la scelta)
  • le dimensioni delle aziende (la vendita diretta è più probabile per le piccole aziende)
  • l’influenza positiva della multifunzionalità e dell’utilizzo di metodi biologici.
  • la posizione geografica dell’azienda, con una propensione positiva nei confronti della vendita diretta da parte delle aziende situate in aree collinari e montane, probabilmente per le influenza del turismo e le caratteristiche delle produzioni.

L’analisi della distribuzione territoriale della vendita diretta in azienda e fuori azienda nella Città Metropolitana di Torino (dati Censimento dell’agricoltura, 2010) conferma le indicazioni relative alla maggiore presenza di questa pratica in collina e nelle vallate alpine. La carta mostra infatti una concentrazione nelle Valli Susa e Chisone, nell’Alto Canavese e nei comuni della Collina Torinese, in particolare lungo l’asse del Po, a valle di Torino. Quest’ultimo dato, significativo soprattutto per quanto riguarda la vendita diretta fuori azienda evidenzia la massiccia partecipazione delle aziende di questo territorio ai mercati dei contadini e ai gas che si svolgono a Torino, mostrando le forti connessioni esistenti e potenziali in relazione alla rilocalizzazione del sistema del cibo. La vendita diretta fuori azienda si addensa invece maggiormente nelle aree montane, sfruttando le potenzialità di mercato offerte dai flussi di turisti.

[1] Corsi A., Novelli S., Pettenati G. (2014), Vendita diretta in azienda e fuori azienda: un’analisi in Piemonte, Agriregionieuropa, 10(38), https://agriregionieuropa.univpm.it/it/content/article/31/38/vendita-diretta-azienda-e-fuori-azienda-unanalisi-piemonte

 

Distribuzione della vendita diretta da parte delle aziende agricole nei comuni della Città Metropolitana

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