Mercati alimentari all’ingrosso: il CAAT e il COMIT

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In ambito alimentare i mercati all’ingrosso commercializzano essenzialmente tre categorie di prodotti freschi: ortofrutticolo, ittico e della carne.

Attualmente la città di Torino ospita due realtà di questo tipo: il CAAT, Centro Agro Alimentare di Torino e il COMIT, il Consorzio Mercato Ittico Torino.
Il CAAT è l’evoluzione del primo mercato ortofrutticolo della città, costruito nel 1933 in via Giordano Bruno e rimasto operativo, come si legge nel sito (http://www.caat.it/it) per 68 anni, fino al gennaio 2002. In termini societari, la  Società CAAT S.c.p.A., acronimo che sottintende a “Centro Agro Alimentare di Torino Società Consortile per Azioni nasce nel 1989 con la sottoscrizione da parte del Comune del 91,81 del suo capitale sociale. Il CAAT è attualmente, il terzo Centro Agro Alimentare d’Italia, dopo quelli di Milano e Fondi (LT). Attualmente il CAAT ha una superficie di oltre 550.000 mq, di cui un quinto relativi all’area coperta e i restanti di area 440.000 mq di area mercatale occupata e recintata. La struttura ospita 80 grossisti e circa 58 produttori per un volume di circa 550.000 tonnellate di merci commercializzate all’anno e circa 500/550.000 milioni di euro all’anno di transazioni commerciali.
Nello specifico, le statistiche elaborate e rese note sul sito del CAAT indicano, per il 2015, la commercializzazione di 516.756 tonnellate di merce (meno 12% rispetto al 2008 e più 3 punti percentuali rispetto al 2014) di cui 46% in ortaggi, il 35,5% in frutta fresca, il 17,8% in agrumi e lo 0,7% in frutta secca[1]. Sul sito del CAAT è riportata anche le provenienza delle principali referenze che, nel caso della frutta fresca, degli ortaggi e dei legumi è per circa un quarto locale (34% nel caso della frutta fresca), per quasi il 50% nazionale e per circa un 20% totale dall’Europa e territori extraeuropei (ovviamente la percentuale di prodotti da fuori Europa sala al 40% per referenze come la frutta secca). Analogamente, il sito del CAAT tratteggia il quadro della provenienza per singole referenze (locale, Italia centrale, Sud Italia e Isole), ma anche della destinazione dei prodotti acquistati in relazione ai canali di commercializzazione: il 27% va ai grossisti (16% entro il territorio metropolitano, il restante fuori); il 20% va alla grande distribuzione (solo l’8% viene acquistato direttamente, la restante quota transita per le società di acquisto della GDO); il 30% va agli ambulanti e il 14% ai negozi al dettaglio. Il rimanente 10% viene invece esportato in Francia.
Il COMIT, il mercato all’ingrosso del pesce, nasce invece nel 2012 come consorzio formato da 18 imprese con pluriennale esperienza nel settore (attualmente 16, sul sito http://www.mercatoitticotorino.it/), per collaborare al progetto di gestione, sviluppo e rilancio dell’unica struttura regionale per la vendita all’ingrosso di prodotti ittici. Il COMIT commercializza pesce fresco, pescato, di allevamento, congelato, surgelato, conservato, trasformato/lavorato, secco/salato/affumicato. Considerata la materia prima trattata, il centro garantisce un servizio di controllo per mantenere alti i criteri di sicurezza alimentare e di qualità dei prodotti ittici offerti, con l’obiettivo finale di tutelare la salute del consumatore[2].
Entrambe le strutture possono essere utilizzate anche da privati consumatori secondo un calendario rigido (e piuttosto ridotto).

 

[1] Fonte: http://www.caat.it/it/caat-in-cifre

[2] Fonte_ www.mercatoitticotorino.it

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