PAC e agricoltura metropolitana: nuove opportunità per rafforzare i servizi ecosistemici

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L’agricoltura (professionale e familiare) praticata in aree metropolitane (urbane  e periurbane)  ha suscitato, soprattutto nell’ultimo decennio, un crescente interesse non solo a livello istituzionale, ma anche da parte degli stessi agricoltori e cittadini. Spinta da nuovi stili di vita e di consumo, l’agricoltura praticata in città è molto diversa da quella “marginale” del dopoguerra o da quella per l’autosostentamento e l’integrazione al reddito degli anni ’70-80. Oggi l’agricoltura metropolitana è un fenomeno molto più complesso che coinvolge attori, luoghi ed economie agricole eterogenee, che concorrono a soddisfare le nuove esigenze ambientali, economiche e sociali del mercato urbano. È indubbio inoltre il contributo che l’agricoltura può garantire al genere umano in termini di fornitura di servizi ecosistemici (ambientali, culturali, approvvigionamento di cibo, ecc.), così come l’importanza che tale attività riveste nella gestione del paesaggio e nel presidio del territorio.
Nel contempo, la scarsa efficacia della Politica Agricola Comune (PAC) e, in particolare, dei Programmi di Sviluppo Rurale (PSR) nelle zone urbane e periurbane, rimarcata anche dalle più recenti esperienze di ricerca[2], ha fortemente compromesso il mantenimento e lo sviluppo dell’agricoltura in tali aree. Il sostegno delle zone rurali, la mancanza di criteri e priorità territoriali coerenti con le finalità paesaggistiche e territoriali regionali, così come la scarsa integrazione con le altre politiche settoriali, hanno dunque contribuito al rafforzamento di una distribuzione de-territorializzata del sostegno, anche in Piemonte. Gestire lo spazio agricolo metropolitano, così come favorire e sostenere l’agricoltura nelle aree urbane e periurbane, risulta dunque ormai una questione impellente. La PAC, e soprattutto i PSR, come importanti leve economiche, sono strumenti a disposizione del decisore per concretizzare strategie coordinate e rispondere alle nuove sfide globali. In tale direzione è orientata anche una delle più recenti proposte[3] per l’area metropolitana di Torino (AMT) che ha lo scopo di coniugare strumenti di supporto alle decisioni territoriali, vale a dire un set di indicatori map-based, con un pacchetto di misure site-specific per le aree metropolitane, al fine di attuare strategie già individuate dai piani di natura urbanistica mediante risorse provenienti dai fondi SIE. Si tratta di uno strumento meta-progettuale che ha lo scopo di valutare i servizi ecosistemici nell’interfaccia urbano-rurale e definire le categorie d’intervento, così come stabilire priorità territoriali e aree eleggibili per l’applicazione di misure agro-urbane. È dunque su tali aree che dovrebbe concretizzarsi maggiormente l’intervento pubblico del PSR sostenendo,  da un lato, l’agricoltura professionale (conversione in agricoltura biologica, creazione di punti vendita diretta, interventi di forestazione urbana, indennità compensativa per le fattorie ambientali, ecc.) e, dall’altro, quella familiare e/o sociale (sostegno per la riconversione agricola  di aree dismesse tramite colture fuori suolo, realizzazione di orti familiari, fattorie terapeutiche e didattiche, formazione e istituzionalizzazione di parchi agricoli, ecc.).

Scheda cura di Gottero E., Ricercatore presso IRES Piemonte e Collaboratore didattico in Pianificazione territoriale e paesaggistica presso Dipartimento Interateneo di Scienze, Progetto e Politiche del Territorio (DIST) – Politecnico di Torino

[2] Gottero E. (2016), Agricoltura Metropolitana. Politiche, pratiche e opportunità per l’innovazione territoriale nel torinese, IRES Piemonte, Torino; Lohrberg F., Licka  L., Scazzosi L., Timpe A. (2016), (eds.)  Urban Agriculture Europe, Berlin,  Jovis Verlag.

[3] Si tratta di una ricerca condotta da Enrico Gottero nell’ambito del progetto “Urban agriculture innovating Torino metropolitan area. Tools for governance and planning of a complex system”, borsa di ricerca  applicata Lagrange 2015, finanziata dalla Fondazione CRT, Fondazione ISI e IRES Piemonte, con la supervisione scientifica del dott. Stefano Aimone (IRES) e della prof.ssa Claudia Cassatella (Politecnico di Torino – DIST).

Le priorità territoriali nell’AMT nell’ottica di uno scenario di sviluppo agro-urbano, definite attraverso il sistema di valutazione dei servizi ecosistemici essenziali presenti nell’interfaccia urbano-rurale.

 

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